HERZOG Saul Bellow. Pgg. 328-fine
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Forse avrebbe potuto smettere di scrivere lettere. SI, anzi era proprio quello che stava per diventar chiaro. Il sapere che oramai aveva finito di scrivere quelle lettere. Qualunque cosa fosse che lo aveva preso durante quegli ultimi mesi, quella stregoneria, sembrava stesse davvero passando, eh, se ne stesse andando. Posò il cappello, con le rose e le emerocallidi, sul pianoforte dipinto a metà
e andò nel suo studio, con le bottiglie del vino tutt'e due in una mano, come clave. Camminando su carte e appunti, andò a sdraiarsi sul suo divano Recamier. Mentre si distendeva, trasse un lungo respiro, e poi rimase li sdraiato, a guardare la trama del telaio a reticella, allentata dai rampicanti, e a sentire il graffiare regolare della scopa della signora Tuttle. Voleva dirle
di spruzzare il pavimento. Stava sollevando troppa polvere.
Tra qualche m.inuto le avrebbe gridato: "Lo bagni un po', signora Tuttle. Nel lavandino c'è acqua." Ma adesso no. In quel momento non aveva messaggi per nessuno. Nulla. Neppure una parola.
Fine